aBRCAdabra ETS alla XXIII Assemblea Nazionale MaNGO: la voce delle pazienti per superare il “Gap del CAP”

BRESCIA – Dall’11 al 13 giugno 2026 si è svolta al Centro Paolo VI di Brescia la XXIII Assemblea Nazionale MaNGO (Mario Negri Gynecologic Oncology Group), dedicata quest’anno al tema “Bridging the gap: translating clinical trials into every day gynecologic oncology”, con l’obiettivo di riflettere su come rendere sempre più concreto il trasferimento della ricerca scientifica nella pratica clinica quotidiana.

In questo importante appuntamento multidisciplinare, aBRCAdabra ETS è stata invitata a portare la voce delle pazienti all’interno della Tavola Rotonda inaugurale. A rappresentare l’associazione è stata Beatrice Mellana, membro del Consiglio Direttivo, che ha condiviso bisogni, difficoltà e aspettative delle donne e delle famiglie che convivono con una mutazione genetica come BRCA o con una forte familiarità oncologica.

Informazione, ascolto e presa in carico

Nel suo intervento Mellana ha sottolineato come una diagnosi oncologica legata a una mutazione genetica coinvolga non solo la persona interessata, ma l’intero nucleo familiare.

«Ricevere un’informazione chiara, accessibile e accompagnata da un adeguato supporto psicologico è fondamentale – ha ricordato Mellana – perché conoscere una mutazione genetica significa affrontare scelte importanti per sé e per i propri familiari».

Negli anni la consapevolezza sulle mutazioni BRCA è cresciuta e il test genetico è sempre più riconosciuto come uno strumento di prevenzione e di cura. La conoscenza del proprio rischio permette infatti di attivare percorsi personalizzati di sorveglianza, prevenzione e trattamento.

Il “Gap del CAP”: una sfida ancora aperta

Durante l’incontro aBRCAdabra ha però richiamato l’attenzione su una criticità ancora presente nel nostro Paese: la disomogeneità nell’accesso ai percorsi genetici, alla diagnostica avanzata e alle terapie innovative.

«Il codice di avviamento postale non può determinare il diritto alla salute – ha dichiarato Beatrice Mellana –. Tutte le donne devono avere le stesse possibilità di accesso alla prevenzione, alla diagnosi e alle cure più innovative».

Per aBRCAdabra ETS colmare questo divario rappresenta una priorità. Solo attraverso una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, comunità scientifica, professionisti sanitari e associazioni pazienti sarà possibile trasformare i progressi della ricerca in opportunità reali per tutte le persone.

La cura deve arrivare a tutte e tutti, indipendentemente dal luogo in cui si vive.

aBRCAdabra ETS alla XXIII Assemblea Nazionale MaNGO: la voce delle pazienti per superare il “Gap del CAP”

BRESCIA – Dall’11 al 13 giugno 2026 si è svolta al Centro Paolo VI di Brescia la XXIII Assemblea Nazionale MaNGO (Mario Negri Gynecologic Oncology Group), dedicata quest’anno al tema “Bridging the gap: translating clinical trials into every day gynecologic oncology”, con l’obiettivo di riflettere su come rendere sempre più concreto il trasferimento della ricerca scientifica nella pratica clinica quotidiana.

In questo importante appuntamento multidisciplinare, aBRCAdabra ETS è stata invitata a portare la voce delle pazienti all’interno della Tavola Rotonda inaugurale. A rappresentare l’associazione è stata Beatrice Mellana, membro del Consiglio Direttivo, che ha condiviso bisogni, difficoltà e aspettative delle donne e delle famiglie che convivono con una mutazione genetica come BRCA o con una forte familiarità oncologica.

Informazione, ascolto e presa in carico

Nel suo intervento Mellana ha sottolineato come una diagnosi oncologica legata a una mutazione genetica coinvolga non solo la persona interessata, ma l’intero nucleo familiare.

«Ricevere un’informazione chiara, accessibile e accompagnata da un adeguato supporto psicologico è fondamentale – ha ricordato Mellana – perché conoscere una mutazione genetica significa affrontare scelte importanti per sé e per i propri familiari».

Negli anni la consapevolezza sulle mutazioni BRCA è cresciuta e il test genetico è sempre più riconosciuto come uno strumento di prevenzione e di cura. La conoscenza del proprio rischio permette infatti di attivare percorsi personalizzati di sorveglianza, prevenzione e trattamento.

Il “Gap del CAP”: una sfida ancora aperta

Durante l’incontro aBRCAdabra ha però richiamato l’attenzione su una criticità ancora presente nel nostro Paese: la disomogeneità nell’accesso ai percorsi genetici, alla diagnostica avanzata e alle terapie innovative.

«Il codice di avviamento postale non può determinare il diritto alla salute – ha dichiarato Beatrice Mellana –. Tutte le donne devono avere le stesse possibilità di accesso alla prevenzione, alla diagnosi e alle cure più innovative».

Per aBRCAdabra ETS colmare questo divario rappresenta una priorità. Solo attraverso una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, comunità scientifica, professionisti sanitari e associazioni pazienti sarà possibile trasformare i progressi della ricerca in opportunità reali per tutte le persone.

La cura deve arrivare a tutte e tutti, indipendentemente dal luogo in cui si vive.