Prevenzione e stili di vita nelle donne a rischio per tumore della mammella ereditario
Giovedi 18 giugno a Napoli, nella splendida cornice del Chiostro di San Francesco al Vomero, si è tenuto un convegno organizzato dalla Dr.ssa Matilde Pensabene, (IRCCS Tumori Pascale) e dal Dr Bernardo Bonanni (IEO) al fine di esaminare i primi dati scaturiti dallo studio Tolerant.
Lo studio che in Italia coinvolge diversi centri di eccellenza, IEO di Milano, l’Ospedale Galliera di Genova, l’Istituto Oncologico Veneto (IOV) di Padova e l’Istituto Nazionale Tumori “G. Pascale” di Napoli, si pone l’obiettivo di testare l’efficacia di un approccio combinato, basato su farmacoprevenzione (tamoxifene a basse dosi) e modifiche dello stile di vita (restrizione calorica e attività fisica).
Lo scopo è ridurre il rischio di tumore mammario ormonoresponsivo rivolto a donne che presentano appunto un elevato rischio di sviluppare la patologia, includendo tre categorie principali:
– Donne sane portatrici di mutazioni genetiche (come BRCA1/2).
– Donne sane ad alto rischio, basato su modelli statistici (es.
modello Tyrer-Cuzick).
– Donne con diagnosi recente di lesioni precursori (iperplasia atipica o neoplasia intraepiteliale).
L’obiettivo è trasformare lo studio TOLERANT da “sperimentazione” a “scelta consapevole” della farmacoprevenzione (tamoxifene a basse dosi) nel percorso di gestione del rischio genetico, per colmare quel vuoto di opzioni non chirurgiche, le uniche oggi disponibili per donne ad alto rischio.
Grazie anche alle testimonianze positive di due donne BRCA reclutate per lo studio, c’e stato un ampio dibattito tra medici e associazione pazienti, dal quale si è evidenziato che nonostante lo studio rappresenti un’importante opportunità per la futura gestione sulla prevenzione mammaria, è emersa purtroppo la difficoltà proprio nell’arruolamento di donne sane BRCA.
Margherita Gargiulo, Referente campana di aBRCAdabra, nel suo intervento ha espresso la propria opinione in merito, individuando proprio nella gestione di prevenzione “a macchia di leopardo” delle donne BRCA nelle varie regioni, la vera causa della mancata adesione allo studio.
In particolare in Campania, non essendoci una vera “presa in carico” per la prevenzione diagnostica e chirurgica di quasi tutti i GOMTEF presenti in Regione, molte giovani donne sono costrette a lunghe liste di attesa per i percorsi di prevenzione esternamente e che tale disagio possa assorbire tutte le loro energie e il loro tempo, rendendo complesso coordinare anche un eventuale reclutamento in uno studio di ricerca come Tolerant.
Considerazione pienamente condivisa dai sanitari presenti all’evento.
Si ringraziano gli organizzatori del congresso per il gradito invito all’ evento, in particolare la Dr.ssa Matilde Pensabene, Dirigente medico di oncologia dell’IRCSS Pascale.

