Ciao Carlo!

Dire addio a Carlo Naldoni è difficile. Anzi, difficilissimo.

Carlo è stato uno dei pionieri che, già tra il 2011 e il 2012, ha saputo intuire la necessità di costruire percorsi dedicati alle persone portatrici di varianti patogenetiche BRCA, mettendo al centro la prevenzione, la cura e la sanità pubblica. Una visione che ha aperto la strada a modelli organizzativi diventati un riferimento ben oltre la Regione Emilia-Romagna.

È anche grazie a quella visione che le nostre storie si sono incontrate. Attraverso Alberta Ferrari abbiamo conosciuto un professionista rigoroso, generoso e capace di ascoltare, ma soprattutto una persona che ha sempre creduto che la collaborazione tra istituzioni, professionisti e pazienti fosse il vero motore del cambiamento.

Anche dopo il pensionamento non ci ha mai fatto mancare la sua vicinanza. Ha voluto essere con noi in occasione del decennale di aBRCAdabra, condividendo uno dei suoi ultimi impegni pubblici. È un ricordo che custodiremo con grande emozione e che rende ancora più preziosa la fotografia della consegna della nostra Streghetta, un riconoscimento simbolico ma profondamente sentito, conferito a chi ha lasciato un segno indelebile nella nostra storia.

Grazie, Carlo, per aver cambiato la vita di tante donne e di tante famiglie con la tua competenza, la tua lungimiranza e il tuo instancabile impegno. Continueremo a custodire e a raccontare la visione che ci hai lasciato.

«Ci sono persone che lasciano un’eredità fatta di idee, di esempi e di umanità. Carlo è una di queste. A nome di tutta aBRCAdabra, grazie per aver camminato al nostro fianco. Il tuo esempio continuerà ad accompagnarci.» Ornella Campanella e tutta la famiglia di aBRCAdabra ETS