Pisa, innovazione in oncologia: ascoltare i giovani e partire dai loro bisogni

aBRCAdabra ETS al corso “Innovazione in oncologia: i tumori nei giovani adulti, un problema emergente”.


Il 16 e 17 ottobre 2026, a Pisa, si è svolto il corso “Innovazione in oncologia: i tumori nei giovani adulti, un problema emergente”, dedicato alle nuove sfide della prevenzione, della diagnosi e della cura dei tumori nelle persone giovani.
Un appuntamento scientifico che ha riunito numerosi specialisti per approfondire una tematica sempre più importante: affrontare la malattia oncologica in una fase della vita in cui si costruiscono relazioni, progetti professionali e familiari e si guarda al futuro.


L’incontro, con la presidenza e la responsabilità scientifica di Carmelo Bengala e Pierfranco Conte, ha offerto un’importante occasione di confronto multidisciplinare. Ringraziamo per l’invito e per aver dato spazio anche alla voce delle associazioni di pazienti, riconoscendo il valore dell’esperienza di chi vive direttamente le conseguenze della malattia.
Per aBRCAdabra ETS ha partecipato Barbara Tinghi, referente dell’associazione a Pisa, intervenuta nella tavola rotonda “Il paziente oncologico giovane-adulto: non solo qualità della vita”, in programma il 16 ottobre.


Il programma scientifico ha affrontato diversi aspetti della malattia oncologica nei giovani adulti: dai dati epidemiologici ai principali fattori di rischio, dalle sindromi eredo-familiari agli stili di vita, fino al benessere emotivo e agli effetti a lungo termine dei trattamenti.
Ampio spazio è stato dedicato alla sessualità, alla fatigue, alla qualità della vita, alla gravidanza e alla preservazione della fertilità, con un approfondimento sulle tecniche di procreazione medicalmente assistita.


Le sessioni successive hanno esplorato le innovazioni diagnostiche e terapeutiche nel carcinoma mammario nelle pazienti giovani, comprese le diverse caratteristiche biologiche dei tumori, la chirurgia ricostruttiva e profilattica e le nuove strategie terapeutiche, anche in presenza di mutazioni genetiche.
La seconda giornata è stata dedicata alle neoplasie ginecologiche, con approfondimenti sulla diagnostica molecolare, sulla prevenzione e sulle nuove terapie per i tumori della cervice uterina, dell’endometrio e dell’ovaio, oltre che sulle possibilità chirurgiche e sulla gestione della malattia avanzata.


Nel suo intervento, Barbara Tinghi ha portato l’attenzione su un aspetto che, come associazione di pazienti, consideriamo essenziale: ascoltare i giovani, partire dai loro bisogni e accompagnarli nelle scelte che riguardano la salute e il futuro.
Una diagnosi oncologica in giovane età può cambiare profondamente la vita di una persona. Quando è presente una predisposizione genetica, come quella associata alle varianti patogenetiche dei geni BRCA1 e BRCA2, alle preoccupazioni legate alla malattia si aggiungono interrogativi sulla prevenzione, sul rischio per i familiari e sulle decisioni da affrontare nel tempo.
Sono domande concrete: potrò diventare madre o padre? Come cambierà il mio corpo? Come parlerò della predisposizione genetica alla mia famiglia? Quali possibilità avrò di prevenire altri tumori e quali scelte dovrò affrontare?


Per aBRCAdabra ETS, la qualità della vita non è un aspetto secondario del percorso oncologico. Significa poter continuare a immaginare il proprio futuro, affrontare scelte consapevoli e trovare un sostegno anche dopo le terapie.


Parlare di genetica e prevenzione con i giovani non significa creare allarme, ma offrire strumenti per conoscere, comprendere e scegliere. Quando emerge una predisposizione ereditaria, inoltre, l’informazione e la consulenza possono avere un valore importante anche per i familiari.
Per questo è necessario costruire percorsi che non si limitino alla gestione della malattia, ma tengano conto della persona nella sua interezza, delle sue relazioni e dei suoi progetti.
La partecipazione a questo incontro ha rappresentato un’occasione per ribadire l’importanza del dialogo tra specialisti e associazioni di pazienti: la ricerca e l’innovazione sono fondamentali, ma devono accompagnarsi alla capacità di ascoltare chi affronta la malattia.
Ascoltare. Informare. Accompagnare. Rappresentare.
Perché partire dai giovani significa riconoscere i loro bisogni, rispettare le loro scelte e tutelare il loro diritto a costruire il futuro.