Il test HRD nel percorso clinico del tumore ovarico

Anche la giornata di ieri, 18 giugno, rappresenta una tappa importante per chiedere e garantire cure eque e appropriate per le persone e famiglie che rappresentiamo.

Grazie alla Senatrice Elena Murelli, all’Onorevole Malavasi, ai rappresentanti del Ministero della Salute, delle reti oncologiche, a specialisti e associazioni pazienti partner di tanti progetti condivisi come ACTO Italia e LOTO, è stato possibile convidere l’importanza di garantire il test HRD a tutte le donne con diagnosi di tumore ovarico, in tutte le regioni e in tutte le strutture.

La giornata di ieri si è contraddistinta per la coerenza di contenuti tra tutti gli interventi, un filo, un linguaggio e un’agenda condivisa con poche e strutturate richieste alle istituzioni che hanno assunto e dichiarato un impegno pubblico nei confronti del riconoscimento dei centri di riferimento per il tumore dell’ovaio, scoraggiando i piccoli centri, riconoscimento dei PDTA alto rischio ed esenzioni con contenuti omogenei per le persone portatrici in tutte le regioni e delle due chirurgie di riduzione del rischio nei prossimi LEA.

Grazie di cuore a gli organizzatori dell’evento, a tutti i componenti dell’Ovarian Cancer Committment e a Irma D’Aria per la moderazione precisa e incalzante.

Chiudiamo ricordando una frase del Prof Scambia citata ieri da più voci e prima ancora dalla Prof.ssa Mary Claire King: operare di cancro al seno o all’ovaio una donna BRCA è un completo fallimento della prevenzione e delle politiche sanitarie di un paese.