aBRCAdabra nelle scuole

Martedi 21 Aprile tra i corridoi dell’Istituto Severi Correnti di Milano, si è respirata un’energia speciale. Non è stata una semplice giornata scolastica, ma un incontro fatto di ascolto, condivisione e consapevolezza. Siamo entrati in aula con un obiettivo chiaro: raccontare il senso profondo dell’associazione aBRCAdabra, ma ciò che abbiamo vissuto è andato ben oltre ogni aspettativa.

Davanti a noi c’erano ragazzi molto giovani, sguardi curiosi, attenti, a tratti silenziosi ma profondamente presenti. Parlare con loro di temi importanti, delicati e spesso poco affrontati non è mai scontato. Eppure, fin dai primi minuti, si è creata una connessione autentica, fatta di rispetto e interesse reciproco.

A rendere questo momento ancora più significativo sono state le testimonianze di Ester, Celeste e Greta. Tre storie diverse, tre voci sincere che hanno avuto il coraggio di raccontarsi senza filtri. Le loro parole hanno attraversato l’aula, arrivando dritte al cuore dei ragazzi. Non solo racconti, ma esempi concreti di forza, consapevolezza e crescita personale.

Nel corso dell’incontro, anche Maria Grilli ha condiviso la propria esperienza, con grande autenticità:
“Mi sono presentata prima di tutto come paziente oncologica. Ho vissuto tre tumori al seno e porto con me una storia familiare importante. Per me essere qui oggi significa trasformare tutto questo in qualcosa che possa servire agli altri, soprattutto ai più giovani.”

E, con la stessa sincerità, non è mancato un momento di richiamo, vissuto però con delicatezza e affetto:
“All’inizio qualcuno ridacchiava… ed è normale, siete giovani. Ma questi sono temi seri, che riguardano la vita di tutti noi. È importante fermarsi un attimo e ascoltare davvero.”

Parole che non hanno creato distanza, ma al contrario hanno rafforzato il dialogo, rendendolo ancora più vero.

In quegli istanti, si percepiva chiaramente che qualcosa stava accadendo. Non era solo un incontro informativo, ma un’esperienza emotiva. Gli sguardi si facevano più profondi, le domande più sentite, i silenzi più significativi. È in quei momenti che si capisce quanto sia importante creare spazi di dialogo autentico, dove i giovani possano sentirsi liberi di ascoltare, riflettere e, magari, iniziare a conoscersi davvero.

Portare questi temi tra i banchi di scuola significa seminare. Non sappiamo quali pensieri cresceranno, quali consapevolezze nasceranno, ma sappiamo che qualcosa è stato lasciato. E questo basta.

Con un desiderio chiaro che accompagna questa esperienza: che sia solo l’inizio. L’inizio di aBRCAdabra nelle scuole, di un percorso capace di entrare nelle vite dei ragazzi e accendere consapevolezza.

È stato un bellissimo momento. Un incontro vero, umano, necessario. Perché, in fondo, la vera magia è proprio questa: accendere una scintilla dentro qualcuno.