Presentati il 1 luglio a Palermo, nella splendida cornice di Villa Magnisi, sede dell’Ordine dei Medici, i risultati regionali dell’indagine civica: “Test genetici: tra prevenzione e diritto alle cure. Focus Test BRCA”, promossa da Cittadinanzattiva.

Un’iniziativa condivisa con AIOM, SIGU, ACTO, Europa Donna e aBRCAdaBRA..

L’indagine ha interessato nove strutture della Sicilia e rilevato, attraverso i responsabili dei centri, aspetti peculiari dell’organizzazione dei servizi e del percorso prima e dopo l’erogazione del test BRCA. Sotto la lente di ingrandimento anche il recente PDTA Tumori Eredo-familiari della mammella e dell’ovaio con il quale si potrà perseguire un programma di assistenza centrato sul paziente con neoplasia associata a variante dei geni BRCA, intercettare i familiari potenzialmente a rischio genetico e offrire loro strategie di prevenzione, per ridurlo e tenerlo sotto controllo.

“Finalmente la Regione uniforma le singole iniziative sul territorio e manifesta chiaramente la volontà di occuparsi sia del paziente che della sua famiglia. Ora però è necessario che dalle parole si passi ai fatti, verificando le varie fasi del percorso e identificando, tra le famiglie residenti in Sicilia, quelle ad alto rischio genetico da candidare all’esecuzione del test BRCA”, ha dichiarato Antonio Gaudioso, Segretario Generale di Cittadinanzattiva.

“Oggi possiamo fare molto, ma non abbiamo fatto ancora abbastanza: Mary Claire King, la genetista che negli anni 90 identificò l’alterazione genetica del gene BRCA affermava che identificare una persona come portatrice di una mutazione BRCA, solo dopo la diagnosi di tumore al seno e/o all’ovaio, rappresenta il fallimento delle strategie di prevenzione del cancro. Per questo è importante rendere i percorsi maggiormente snelli ed efficienti; valorizzare le professionalità già presenti sul territorio, individuare chiaramente i centri specializzati e multidisciplinari nei quali i soggetti e le famiglie potranno eseguire le indagini previste dal protocollo di sorveglianza e la chirurgia di riduzione del rischio. Bisogna continuare a lavorare congiuntamente con le società scientifiche e le istituzioni; solo così si potranno garantire cure e percorsi diagnostici di qualità, ridurre la migrazione sanitaria e salvare vite umane”, ha concluso la nostra Presidente Ornella Campanella.

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